Il blog di Daniele Pozzi
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ASINTOTO La matematica definizione di Asintoto quale retta che si avvicina a una funzione senza mai esserne tangente traccia marcatamente i concetti portanti di questo racconto e di gran parte della narrativa dell’autore. Asintotico è l’avvicinamento alla felicità della protagonista che ricerca la liberazione e l’espiazione delle proprie colpe per raggiungere quella felicità identificata nel candore e nella purezza infantile. In una casa di cura immersa nella cornice amena dei monti reatini un’anonima adolescente, rea di un tentato suicidio, cerca di redimere se stessa attraverso il sacrificio di M, agnello di Dio in cui trasferisce come un pacco tutte le proprie colpe. I dettami dell’Ossessione e l’iniziale progetto di autodistruzione evolveranno nella onirica progettazione del sacrificio di M, l’impacciato, ciccione, voglioso agnello da preparare per l’olocausto. La fiamma purificatrice arderà cancellando insieme peccato e amore per restituire alla protagonista, attraverso la sofferenza della privazione, l’agognata pace. Il romanzo è edito da: "Il filo" per la collana "Vertigo". |
PI GRECO

Esistono dei numeri che più di altri possono chiarire questo aspetto.
È risaputo che 3,14 , che indichiamo con il Pi greco, non é che l’inizio di un numero che non ha fine ed anche dopo aver calcolato i primi milioni di cifre dopo la virgola, bisognerà continuare a calcolarne delle seguenti per definire in maniera un infinitesimo più precisa il Pi greco, esse non presentano infatti alcuna periodicità.
Il Pi greco in matematica è definito come numero trascendente. Un numero è trascendente quando esso non è una radice di un’equazione algebrica a coefficienti interi: il Pi greco è trascendente, infinito e non periodico.Trascendente ed infinito sono due qualità attribuibili spesso a Dio. Ecco la matrice dei primi cento numeri che costituiscono il Pi greco:
3.141592653589793238462643383279502884197169399375
10582097494459230781640628620899862803482534211706
79821480865132823066470938446095505822317253594081
28481117450284102701938521105559644622948954930381
96442881097566593344612847564823378678316527120190
91456485669234603486104543266482133936072602491412
73724587006606315588174881520920962829254091715364
36789259036001133053054882046652138414695194151160
94330572703657595919530921861173819326117931051185
48074462379962749567351885752724891227938183011949
12983367336244065664308602139494639522473719070217
98609437027705392171762931767523846748184676694051
32000568127145263560827785771342757789609173637178
72146844090122495343014654958537105079227968925892
35420199561121290219608640344181598136297747713099
60518707211349999998372978049951059731732816096318
59502445945534690830264252230825334468503526193118
81710100031378387528865875332083814206171776691473
03598253490428755468731159562863882353787593751957
78185778053217122680661300192787661119590921642019
...
Molti matematici hanno scovato delle connessioni fin troppo ovvie con la Torah (26), e vi sono innumerevoli modi escogitati da pazzi per rammentarsi il più possibile i numeri che costituiscono il Pi greco come la filastrocca:
Ave (3) o (1) Roma (4)o (1)Madre (5)gagliarda (9)di (2)latine (6)virtù(5) che (2)tanto (5)luminoso (8)splendore (9)prodiga (7)spargesti (9)con (3)la (2)tua (3)saggezza(8)
O come la poesia di Poe "The Raven" costiutita quasi per intero da una metrica ricalcante il Pi greco. Ma perchè tutto questo? Perchè uomini di spessore culturale indiscutibile: da Pitagora a Archimede passando per il matematico inglese William Jones che, nel 1706
usò per primo il simbolo pi greco, in onore di Pitagora, si ostinano a credere che dietro i
semplici numeri esistano scrigni intarsiati custodi dei segreti dell'essenza di ciò che sta nel mondo?
A tal proposito consiglio vivamente il film di Darren Aronofsky : 
πil teorema del delirio (1998)
Un matematico tenta di comprendere l'andamento della borsa attraverso l'analisi di serie di numeri che secondo lui condurrà alla scoperta di una ciclicità capace di spiegarne le variazioni, si scontra invece con l'essenza del mondo, la religione, gli interessi economici, sino a divenirne succube: "mia madre mi diceva sempre di non guardare il sole in modo diretto... un giorno però a 12 anni lo feci..."
NO VENTOsospeso tra l’inquietudine e l’uscio della mia stanza…provo a pilotare strane creature che attraversano il sentiero, ombre che scartano di lato come automobili che fuggono lontano… sono io attento a non urtare.
Immerso nella spugnosità di un prato lunare, nelle ombre di una lampada diafana…
…resto…perplesso…a c c a n t o al ciglio di qualsiasi cosa…indeciso se affondare……(i m m o b i l e )…immobile aspetto il sonno/sano…inquieto aspetto…con occhi ancora serrati…
ma qui sono ancora io…ancora sveglio…mani ancora congiunte…attendo. 
Spero il mare resti lago…
spero il lago non invecchi…
spero di poter dormire…
spero…
e sono così stanco…
io spero nella notte, almeno in questa notte…
spero io possa dormire…
prego che loro non ci siano…osservo...
Allora le mie orecchie sono radar avanzatissimi….Per or a t u tt o be n e
Allora le mie narici sono rilevatori raffinatissimi…. Per or a t u tto be n e
Allora la mia pelle è formata di cellule sensibilissime…. Per or a t u tto be n e
Loro Percepiscono ogni minima variazione termica...
ogni minima intrusione...
…spalanco gli occhi…ruoto...sguardo nell'ombra
….. Per or a t u tt o be n e …richiudo gli occhi.
Stanchezza dormi senza sogni, né incubi;
Stanchezza dormi di un /sonno vuoto come il buio/
/Senza colori come la noia/
/Senza suoni come la morte/
L a n o i a r o s a p a s t e l l o
. . . e h h h . . .
I l b u i o qui. . . e h h h . . . r e s p i r aaaa
…spalanco gli occhi…ruoto...ho paura...
….. Per or a t u tt o be n e …richiudo gli occhi.
Sudore…inatteso…

sintomi
...ora capisco..shhhh...silenzio!
Imostri...mhhmmffh...russano... accanto...mhhmmffh...a me.


…E’ orrendo non fidarsi più della propria memoria per fissare momenti come questo.
Guardo il cielo…è tutto così nuovo…mi chiedo se lo meriti davvero un momento come questo…un momento in cui le voci scompaiono ed i suoni sono quelli di un altro tempo, sono quelli di un silenzio ovattato portato dalla neve…mi avvolge, socchiudo gli occhi e mi lascio abbracciare.
Sono le quattro passate…apro la mia finestra, tiro su la leva ed il meccanismo scatta….scatta un meccanismo che dimenticavo esistesse…
Tiro su anche il vetro…l’aria fredda invade la stanza…si diffonde…io ____ sono aria…fredda come inverni lontani, come l’inverno dentro questa stanza, l’inverno appiccicato a queste sane pareti scoscese, ripide, lisce, su cui niente si attacca più, niente rimane più a lungo di un fremito, tutto prima o poi scivola lentamente e si deposita a terra aspettando d’esser sepolto dal freddo.
Osservo i tetti infantili di queste case basse/buie/silenziose, il gelo nella stanza…dentro questo corpo ricurvo/raggomitolato/appassito, lo saluto con una smorfia e resto a guardare il bianco…troppo…lontano…troppo…puro.
Mi chiedo se la neve sia fredda quanto il mio cuore…ne raccolgo una mano e lascio che scivoli dal tetto…aumenta come una piccola valanga, rotola giù in strada…nel fango sopra la terra dura/concreta/vera…a quest’ora non passerà nessuno per raccoglierla…per distinguerla…è la mia valanga quella: griderei…ma non esiste nessuno. Provengono da altre strade…i miei acuti di malinconia…provengono da altri tempi, da altre musiche…e la solitudine attutita di questi istanti quando tutto cade giù e continua a cadere sembra per sempre. Non avrei trovato paesaggio migliore per descrivere la mia stanchezza. Vorrei rotolare giù e non pensare ad un me …ad un noi…forse anche tu fai parte di questo paesaggio. Io aspetterò sempre qui nonostante ed anche se…aspetterò qui affacciato per vederti cadere dal cielo insieme a questa neve, come queste lacrime che non riesco a trattenere.
Questa soffitta s’è riempita di freddo…e potrei morire aspettando un fiocco di neve che t’assomigli.


…
…Le tue mani.
--Come le mani? –
--Si! Le mani.—
--Non mi hai mai detto che ho delle belle mani. Ho un bel culo, belle tette, ma non mi hai mai detto che ho delle belle mani. E’ carino, grazie!—
--Forse non possiedi delle belle mani, però prima di morire, avrei voglia di stamparmi negli occhi l’immagine delle tue mani...magari con un sottofondo triste…di quelli che toccano l’anima…si: Bela Lugosi’s dead…ho deciso!—
--Chi è Bela…e come si chiama?—
--Non sai chi è Bela Lugosi?—
--No! –
--Hai mai visto Dracula, no? Lui fu il primo attore ad interpretarne il ruolo sugli schermi e dicono che ne rimase talmente affascinato, che la parte entrò nella sua vita e gli si cucì addosso per il resto dei suoi giorni. Andava in giro truccato e vestito come in uno dei suoi copioni, e non è che dovesse farlo per contratto o che…ma a volte capita…--
--…Cosa?—
--…che un fiocco rosso si trovi in mezzo al sentiero e in mezzo al cammino di molti altri, ma che solo tu ti fermi a guardarlo e lo guardi fisso, e sai che se avesse gli occhi anche lui ti guarderebbe fisso. Così è capitato a Bela Lugosi. Quando il produttore lo sostituì ne rimase così male che decise di interpretarselo da solo Dracula e così fu sino a quando non morì, e nella bara vestito da Dracula, truccato da Dracula, dava il meglio di sè con la sua austerità condita di angoscia e tormento.—
--Che bello! Perché lo sostituirono? –
--SPAZIO — SILENZIO E SPAZIO—
--Hanno fatto una canzone su tutta sta’ roba?— Annuisco e preparo l’infuso per la tisana; cambio idea e metto su l’acqua per il te’.
--Chi è che l’ha fatta?—
-- I Bauhaus.— L’acqua scorre nel pentolino, il fuoco è acceso.
-- Bauhaus….Bauhaus…., ma….—
-- Si ! E’ quella scuola di architettura, e di pensiero, oserei, che stavi per citarmi.”—
Le bolle d’aria salgono in superficie, scompaiono rapide, frenetiche e frequenti.
n Che musica facevano sti’ Bauhaus? –
--Anima, una musica d’anima, niente a che vedere con i virtuosismi del jazz o del blues o le artificiosità commerciali del pop, per me costruivano anime.—
--Che vuoi dire?— Si accende una sigaretta, tira con sollievo e già non pensa più alla domanda. Mi avvicino al cd
– PLAY--
…e la musica invade lo spazio che prima era delle nostre parole e del brontolio dell’acqua sul fuoco.
…alone…in the dark of room…
La storia del cantante è un po’ come quella di Bela Lugosi; anche lui ci credeva troppo in quello che faceva…è come quando tutto sembra girare per il verso giusto: raccogli il fiocco rosso là in mezzo alla strada, lo stesso fiocco che gli altri hanno schivato o sfiorato e te lo metti al collo come uno scolaretto e ti senti immortale.
….undead undead undead, Bela Lugosi is dead, undead undead undead…
Beh! Insomma Quando tutto sembrava andar bene, hanno deciso di sciogliersi.
Peter Murphy ha pianto; non lo so, ma credo che abbia pianto perché sapeva che non sarebbe stata più la stessa cosa…si è tolto lentamente e pieno di incertezze il fiocco rosso e lo ha depositato in mezzo alla strada, proprio dove lo aveva raccolto, immerso nella sacralità di gesti che accarezzavano finalmente la morte di un sogno. Si è allontanato senza voltarsi, come avrebbe dovuto fare Orfeo nell’Ade. Cioè, anche lui si è voltato, però il fiocco rosso era sparito. Altri tempi insomma.
Immergo la bustina di tè nel pentolino, la lascio affondare per qualche istante, l’acqua si colora e il profumo colora l’aria. Inspiro.
n Tu lo hai trovato il tuo fiocco rosso?—
SILENZIO-SPAZIO-SILENZIO
--Non mi dire che sono io il tuo fiocco rosso?—
--Non te lo dico.—
--Perché non me lo dici? Voglio dire, non me lo dici perché sei timido o perché non lo sono?—
--Timido!? IO?— Sbotto a ridere fragorosamente e non dovrei. Lei si rattrista, piega il volto, fissa il pavimento, le mattonelle perfettamente lucidate senza orme, neppure l’ombra; è tutto così pulito in casa mia, lucido a specchio da far venir voglia di vomitare solo per renderlo umano. Ogni mercoledì si passa la cera a casa mia, e prima di entrare occorre cavalcare due pattine che non consentono di lasciare orme. Il martedì posso permettermi una bella passeggiata, lasciando orme ovunque: è bello…sorrido al pensiero del prossimo martedì.
--Sai! Io avrei detto di te che sei il mio fiocco rosso.—
Il tè è pronto. Estraggo la bustina e la getto in terra macchiando il pavimento lucido ed oggi è venerdì, è soltanto venerdì.
--Che fai?— Mi urla.
--Ti lascio…no! Ti adoro.— Raccolgo la bustina e pulisco accuratamente in modo che torni tutto un po’ come era prima.
Guadagnare le corrette distanze; le distanze: quelle senza fronzoli o bardature, senza doppi fondi. Guadagnare le distanze per distanziare e nient’altro….niente di più.
-CLICK- BUIO-
Montagne di ricordi e sensazioni si sciolgono, svaniscono.
-CLICK- LUCE-
--Cos’è tutta quest’acqua? –
--….Non è acqua.—
SILENZIO- SPAZIO- SILENZIO
...poi si riunirono.
HAGAKURE
IL LIBRO SEGRETO DEI SAMURAI
L'autore Yamamoto Tsunemoto apparteneva al feudo di Saga, dominato dalla dinastia dei Nabeshima. Il fondatore del clan diede inizio a guerre contro il clan dei Tokugawa che perpetrarono per generazioni. Nel tempo le guerre civili lasciarono posto al commercio, alla gestione più che alla conquista e difesa dei territori. Gli uomini nuovi erano i buoni amministratori piuttosto che i rozzi soldati. In questo contesto si inquadra lo Hagakure. La decadenza e la corruzione dei samurai e dei loro valori portanti era inaccettabile per l'autore tanto da costringerlo se non al seppuku, oramai proibito, a ritirarsi in preghiera dopo la morte del suo daimio. Lo Hagakure sono trascrizioni di sette anni di conversazioni fatte dal suo allievo Tashiro Tsuramoto, capace come Platone con Socrate, di dare forma al pensiero del suo maestro. Tsuramoto fece circolare segretamente il manoscritto tra i samurai del feudo di Saga contravvenendo all'ordine del maestro, il quale avrebbe desiderato farlo bruciare dopo la sua morte. Il libro fu considerato alla stregua di un testo sacro e raggiunse il suo apice di importanza non solo con la strumentalizzazione fanatica della seconda guerra mondiale(kamikaze), ma anche per il suicidio di Yukio Mishima nel 1970, anche lui contestatore di una società sempre più scevra di valori.

(1,2)
Ho scoperto che la Via del samurai è la morte. Quando sopraggiunge una crisi, davanti al dilemma fra vita e morte, è necessario scegliere subito la seconda. Non è difficile: basta semplicemente armarsi di coraggio e agire. Alcuni dicono che morire senza avere portato a termine la propria missione equivale a morire invano. Questa è la logica dei mercanti gonfi d'orgoglio che tiranneggiano Osaka ed è solo un calcolo fallace, un'imitazione grottesca dell'etica dei samurai. E' quasi impossibile compiere una scelta ponderata in una situazione in cui le possibilità di vita e di morte si equivalgono. Noi tutti amiamo la vita ed è naturale che troviamo sempre delle buone ragioni per continuare a vivere. Colui che sceglie di farlo, pur avendo fallito nel suo scopo, incorre nel disprezzo ed è al tempo stesso un vigliacco ed un perdente. Chi muore senza aver portato a termine la sua missione muore da fanatico, in modo vano, ma non disonorevole. Questa è infatti la Via del samurai. L'essenza del Bushido è prepararsi alla morte, mattina e sera, in ogni momento della giornata. Quando un samurai è sempre pronto a morire, padroneggia la Via.

Il primo teaser ha avuto un enorme successo. Anche un video amatoriale ha avuto lo stesso successo. C'è grande attesa per il film del regista di "Nightmare before Christmas" Henry Selick. Tratto da "Coraline" il romanzo di Neil Gaiman, ecco un altro video messo a disposizione dai produttori del film.
Grande qualità che mi fa crescere la voglia di essere uno dei primi a gustarlo non appena esce.
Sotto il link per ammirarlo tutti.
http://it.youtube.com/watch?v=0GkMa040rtw

Quanti volti possiede la morte? In quale modo riusciremo a riconoscerla? Come ci apparirà e perchè? Il senso.
Il romanzo di J. Carroll -"Gli artigli degli angeli." parla del senso della vita. Uomini coraggiosi partoriscono sogni in cui pongono domande e ottengono risposte che è necessario comprendere: la pena della stupidità è il dolore, il risveglio inquieto e terribile, la morte. I protagonisti incontreranno proprio Lei in persona in un crescendo di emozioni che da gesti e paure quotidiane e noiose, condurrà ai più grandi temi dell'esistenza. Leggetelo se volete e ditemi quello che ne pensate.


E' iniziata la mostra di illustrazioni vettoriali di Ida Belogi.
Si protrarrà sino al 23 marzo 2008 al Sinister Noise Club via dei magazzini generali 4b Roma.
Sabato 22 nel locale assisteremo alle sperimentazioni acustiche di IOIOI coadiuvato dall'elettrificante Madame P.
Anteprime e link a lato.
Se aveste l'opportunità o il fardello di cambiare il mondo...come vi comportereste?
DEATH NOTE la morte scivola dal cielo sotto forma di un quaderno nero, chiunque vi scriva il nome di una persona, la vedrà morire dopo 40 secondi. Assassini e malfattori in genere vengono falcidiati dal nuovo Messia (Kira) per la costituzione di un ordine nuovo. Cosa saresti disposto a compiere per permettere al sogno dei sogni di realizzarsi? Ingenui Ideali, Biechi Sotterfugi, Scacchi, Perentorie Condanne, Fango e Tanta Bellezza, tutto questo è Death Note per ora solo in Giapponese con sottotitoli in Italiano.

ASINTOTO è stato selezionato fra gli "scelti per voi" nella libreria Feltrinelli di Viale Marconi a Roma(vedi foto metà scaffale tutto a sinistra).
ASINTOTO a Roma:
Libreria Feltrinelli viale Marconi; Feltrinelli Torre Largo Argentina; Feltrinelli via Giulio Cesare; Mondadari Frascati Piazza Italia; Mondadori Aprilia 2; La bussola via Pietro Adami; per altre ubicazioni anche in Italia vedi link a lato.